Pillole di finanza dal 2 al 6 dicembre 2019

Mercati finanziari : è solo una questione di tweet ?

▶️ Trump e i suoi tweet

▶️ Ottimo il dato sull’occupazione americana

▶️ Forte aumento del petrolio

Sono ancora una volta ì tweet del presidente Trump a dettare l’andamento a breve dei mercati azionari.
Si parte male a causa del peggioramento delle trattative sui Dazi tra Stati Uniti e Cina ma già a metà settimana i negoziati sembrano tornare nella giusta direzione.
Ottimo il finale di ottava per il buon dato sulla disoccupazione americana scesa al 3,5% , A novembre +266.000 posti di lavoro: risultato nettamente superiore alle attese.

Lo s&p500 chiude leggermente positivo , meglio l ‘Asia e i mercati emergenti.

Forte balzo in avanti del prezzo del petrolio che chiude a 59,13 in crescita del 7% su possibili tagli alla produzione da parte dell’Opec. Si indebolisce leggermente il dollaro sull’euro a 1,1059.
Lo spread Btp-Bund chiude in rialzo a 173,4.
Stessa sorte per il Vix che dopo aver toccato i 18 punti si ferma a 13,62.

Il sentiment è ancora in zona euforia a 70 punti , esattamente un anno fa era a 15 e lo s&p500 valeva il 30% in meno di ora.

Per oggi è tutto un saluto e alla prossima.

I millennial : una generazione di risparmiatori

Da una recente indagine di una nota società di Asset Management è emerso che i c.d. millennial, ovvero le persone tra i 18 e i 37 anni, sono i maggiori risparmiatori in fatto di pensione.

Si tratta di ragazzi cresciuti o nati con il digitale, gli smartphone e internet.

Sono anche altri però i dettagli che li caratterizzano: non è solo tecnologia ma anche risparmio economico.

Il 14,6% del loro reddito lo destinano alla fase del post lavoro.

Le generazioni X, tra 38 e 50 anni, risparmiano solo 11,5% , ancora meno fanno i Baby Boomers, 51 e 70 , che accantonano solo il 9,7% del loro reddito per l’integrazione pensionistica.

I Baby Boomers sono ancora oggi la generazione con il più alto potere d’acquisto e anche la generazione più fortunata della storia: hanno goduto la lunga stagione di crescita economica e di quasi piena occupazione.

Prima di parlare degli strumenti che possono essere utilizzati per crearsi una pensione di scorta, voglio analizzare con te le cause che rendono obbligatorio l’accantonamento.

Prima di tutto l’aspetto Demografico: si vive più a lungo e quindi servono più soldi.

Se nel 2050 la vita media si sarà allungata di tre anni rispetto alle attese attuali, i costi già ampi dell’invecchiamento della popolazione aumenterebbero del 50%. A lanciare l’allarme ci sono anche gli investitori istituzionali e, più nel dettaglio, i fondi pensione che in cima alla lista delle preoccupazioni mettono proprio il rischio longevità.

E del livello di copertura delle nostre future pensioni ne vogliamo parlare ?

Se va bene gli attuali millennial riceveranno come pensione ca 50% della loro ultima retribuzione al contrario di chi, per esempio, oggi è andato in pensione con l’80% del suo ultimo stipendio, a 60 anni.

Hai già pensato a cosa dovrai rinunciare fra un po’ di anni?

Tranquillo ,con una corretta pianificazione la pensione non sarà più un problema.

La cosa importante è iniziare il prima possibile perché : “Prima inizi, più tempo hai, maggiore sarà il risultato finale” .

In un piano pensionistico ci sono due variabili : il tempo ed il risparmio.

Più tempo hai a disposizione e meno sarai costretto a mettere da parte , più passano gli anni e più devi accantonare e soprattutto non potrai beneficiare in pieno del grande aiuto che i mercati finanziari sono in grado di darti , grazie alla crescita degli investimenti azionari.

Ti ricordi dell’interesse composto? E dei benefici del passare del tempo?

L’interesse composto si basa su una funzione esponenziale e l’orizzonte temporale gioca un ruolo chiave per il buon esito dell’investimento.

Mi dirai che sono noioso e ripetitivo.

Ne sono consapevole ma non conosco altro metodo, se non la costanza e la determinazione per raggiungere i propri obbiettivi.

Ora ti parlo dello strumento che si deve utilizzare per raggiungere un montante (capitale+interessi) in grado di rendere il tuo futuro il più roseo possibile.

Mica starai pensando al mitico salvadanaio a forma di porcellino?

Comunque sei sulla buona strada, il meccanismo è lo stesso.

Ogni mese compreremo quote di economia reale, azioni per capirci.

Noi addetti ai lavori lo chiamiamo P.A.C.

Operativamente i Piani di Accumulo di Capitale permettono al risparmiatore di accedere all’investimento attraverso versamenti periodici di capitale. Nella pratica il risparmiatore apporta all’investimento somme costanti, a scadenze regolari e per un periodo di durata predeterminata, per sottoscrivere una quantità di strumenti ( quote di fondi comuni di investimento) che sarà quindi diversa ad ogni versamento.

Per fare un esempio, un Piano di Accumulo con versamenti mensili da 200 euro per 120 mesi complessivi porterà a fine dei 10 anni del piano a ritrovarsi con un capitale complessivo di 24.000 euro.

A questa somma andrà aggiunto l’apprezzamento in conto capitale dello strumento in cui si è investito.

Matematicamente un Piano di Accumulo non è altro che l’applicazione di una media ponderata degli acquisti delle quote effettuate negli anni.

Alla base dei meccanismi dei Piani di accumulo di capitali c’è il sistema del Dollar Cost Averaging che consiste nell’investire, ad intervalli temporali regolari, la stessa somma di denaro per acquistare una o più azioni. Il primo a usare questo sistema fu negli anni ’50, Benjamin Graham, il maestro dell’analisi fondamentale e ispiratore di Warren Buffett.

Numerosi sono i vantaggi del Pac :

Flessibilità , si può facilmente modificare la somma da accantonare

Riduce il rischio legato a una tempistica di acquisto errata

“Costringe” l’investitore all’accantonamento di una somma in modo costante;

Investire in un PAC permette di non cadere nella cosiddetta “trappola dell’emotività” , che vede il risparmiatore investire solo quando i prezzi sono vicini massimi o disinvestire quando le quotazioni sono vicine ai minimi.

Utilizzando la metodologia del P.a.c. possono essere sottoscritti anche i fondi pensione , stessa metodologia , un po’ meno flessibili , ma grandi sono i vantaggi fiscali.

Quali sono i motivi, dunque, per aderire ad un fondo pensione?

1. Integrare la propria pensione pubblica di base

Il primo motivo coincide con la finalità stessa della pensione complementare: integrare la pensione di base, a tutela del proprio tenore di vita una volta terminata l’attività lavorativa.

2. Con poco si può fare tanto per il proprio benessere futuro

Uno dei vantaggi della previdenza integrativa è quello di essere alla portata di tutti. Non occorre essere dei “grandi investitori” per ottenere dei risultati, ma basta destinare con costanza dei piccoli importi, per poter poi, negli anni, accumulare un bel capitale.

La previdenza integrativa è una forma di risparmio finalizzato che massimizza i propri risultati nel tempo, perché flessibile, potendo cambiare le somme investite a seconda delle tue esigenze, il capitale ed i rendimenti si rivalutano e i vantaggi fiscali si cumulano.

3. Fondo pensione deducibile

Il regime fiscale della previdenza integrativa è agevolato rispetto a qualsiasi altro strumento di investimento innanzitutto perché lo Stato ne incentiva l’adesione.

I contributi versati annualmente nella forma pensionistica integrativa sono deducibili dal proprio reddito dichiarato ai fini IRPEF, entro il tetto massimo di deducibilità pari a 5.164,57€ annui. Per i giovani alla loro prima occupazione è previsto un ulteriore bonus di 2.582,29 euro annui, a partire dal quinto anno di partecipazione al fondo pensione e per i successivi 20 anni.

Inoltre sono previste delle agevolazioni fiscali:

1. – I rendimenti ottenuti con la gestione finanziaria del fondo pensione sono tassati con l’applicazione dell’imposta sostitutiva sui redditi con aliquota del 20% anziché quella del 26% normalmente applicata alle altre forme di investimento.

2. – E’ prevista una tassazione agevolata anche in fase di erogazione della pensione integrativa, sia essa liquidata sotto forma di rendita e/o capitale. Viene applicata una ritenuta, a titolo d’imposta, con aliquota massima del 15%, inferiore rispetto alle aliquote IRPEF applicate sui redditi complessivi (che vanno dal 23 al 43%).

Spesso consiglio, quindi, di “mixare” entrambi gli strumenti.

Manca poco al Natale , se sei un millennial regalati un pac o un fondo pensione , se sei un baby boomers regalalo ad una persona a te cara.

Scrivimi una mail a info@alessandrogambelli.it

Sarò lieto di poter rispondere alle tue domande e chiarire i tuoi dubbi.

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Un saluto e al prossimo articolo

Alessandro

Pillole di finanza dal 25 al 29 novembre 2019


Mercati finanziari: non è il momento di parlare di recessione

▶️ Nuovi record a Wall-Street

▶️ In flessione Piazza Affari

▶️ Nessuna recessione all’orizzonte

L’ultima ottava ha registrato un nuovo record a Wall Street , bene tutti i principali indici mondiali con qualche eccezione, tra le quali la borsa di Milano, penalizzata dai titoli bancari e dalla risalita dello spread.

Il dollaro si mantiene stabile nei confronti dell’euro e chiude a 1,1017 , il prezzo del petrolio scende nell’ultima seduta e chiude a 55,42 dollari al barile. Torna a salire lo spread Btp-Bund che si ferma poco sotto i 170 punti. Aumenta a 12,62 il Vix e il barometro di paura ed euforia segna 78 punti in zona di estrema euforia.

Ad un mese dalla chiusura dell’anno non è ancora il momento di fare bilanci. Le preoccupazioni per un’imminente recessione a mio avviso sono veramente minime , considerando che il 2020 è anno elettorale. Sui dazi molto probabilmente si arriverà ad un accordo tra Trump e Xi Jinping a Davos nel prossimo gennaio.

Per oggi è tutto un saluto e alla prossima.

Qual è il rischio da evitare ?

Durante la mia attività lavorativa mi sono costantemente imbattuto in risparmiatori che mi chiedevano “dritte” sull’acquisto di singole azioni e/o obbligazioni.

Nell’articolo della scorsa settimana ti ho spiegato cos’è la volatilità ,ovvero le oscillazioni più o meno ampie che hanno tutte le tipologie di investimenti in rapporto al tempo e al rendimento atteso e sottolineato quanto fosse importante non confondere tale termine con la parola rischio.

Al termine rischio la maggior parte delle persone associa il concetto di perdere soldi , non è vero ?

E tu ? Sei d’accordo con questa definizione ?

Voglio rassicurarti , si investe per guadagnare non per perdere.

In campo finanziario esistono tante tipologie di rischio (credito , tassi , specifico , mercato , ecc.ecc.) ma se riusciamo ad individuare ,comprendere e escludere il RISCHIO principale , ti sentirai più rilassato , investirai con più partecipazione e soprattutto raggiungerai più facilmente i tuoi obiettivi.

All’inizio ho parlato di “dritte”.

Un buon consulente finanziario non deve suggerirti l’acquisto solo di singoli titoli , né fare previsioni o scommesse che possono mettere a repentaglio il tuo patrimonio.

Questo nuoce gravemente al tuo benessere finanziario.

Questo rappresenta il c.d RISCHIO SPECIFICO.

Mettere tutti i tuoi soldi su una singola azienda attraverso l’acquisto di una azione o di una obbligazione ti espone seriamente alla possibilità di perdere i tuoi soldi.

Vuoi qualche esempio ? Alitalia , Cirio , Parmalat , Finmatica , Opengate ,Banca Etruria , Banca Marche.

Con queste aziende saresti rimasto con il cerino in mano.

Ci sono anche casi dove non c’è stato il fallimento totale , le prime che mi vengono in mente sono Monte Paschi e Banca Carige ma ,visti i cali superiori al 95% ,per il risultato finale cambia poco.

Mi dirai ma io compro Apple , Amazon , Google ecc.ecc.

La mia risposta è sempre la stessa : per raggiungere i nostri obiettivi non possiamo affidarci alla fortuna. Ma ci vuole una corretta pianificazione ,il giusto tempo e molta pazienza.

Singoli titoli possiamo anche acquistarli , ma per importi minimi , sempre nell’ottica della diversificazione e con metodo ben definito.

Il rischio , quello buono , che dobbiamo prenderci è il c.d. Rischio di Mercato.

Quando parlo di Mercato vuol dire affidarsi a professionisti che acquistano tanti singoli titoli replicando l’andamento della borsa nella quale abbiamo deciso di investire ,

Compriamo, attraverso un etf o un fondo , un intero indice , partendo dal più grande per capitalizzazione e lasciamo che il tempo faccio il suo lavoro.

Il MSCI World è un indice del mercato azionario composto da 1612 titoli di livello globale. Il Morgan Stanley Capital International è usato come metro di misura (benchmark) per i fondi azionari di tipo “world” (mondiali) o “global” (globali).

L’indice include una raccolta di titoli azionari di tutti i mercati dei paesi sviluppati nel mondo. L’indice comprende titoli di 23 paesi esclusi i titoli provenienti da economie di frontiera o emergenti.

Replicare un indice per un singolo risparmiatore è praticamente impossibile , sia in termini di costi che di competenze.

Attraverso una gestione professionale il nostro risultato sarà il frutto di scelte ben ponderate ,dettate da una diversificazione in costante adeguamento.

Se vuoi approfondire gli argomenti trattati non esitare a metterti in contatto con me.
Un saluto e al prossimo articolo.

Pillole di finanza dal 18 al 22 novembre 2019

Mercati finanziari :borse in attesa

▶️ In leggera flessione i principali indici

▶️ Dollaro tonico

▶️ Pronti per lo shopping natalizio

L’ultimo ottava ha visto tutte le principali borse mondiali in flessione , fatta eccezione per l’indice dei Paesi Emergenti. Lo S&P500 ha chiuso sotto ai massimi dello 0,38%.

Il petrolio chiude leggermente sotto ai 58 $ al barile , si rafforza il dollaro nei confronti dell’euro e si ferma a 1,1023 , lo spread Btp-Bund si mantiene stabile a 164,50 punti , così come il Vix a 12,34. Scende a 69 punti l’indicatore di sentiment , sempre in zona euforia.

Sono ancora i dazi e il tentativo di impeachement a condizionare gli operatori di mercato.

Giovedì si festeggia negli Stati Uniti il Giorno del Ringraziamento e il giorno dopo parte, con il Black Friday , lo shopping natalizio.

Vedremo se i consumi daranno nuovo vigore ad una economia americana attualmente in leggero rallentamento.

Per oggi è tutto, un saluto e alla prossima.

La Volatilità , l’anima dei mercati finanziari

Qualsiasi risparmiatore che decide di investire dovrà “fare i conti” con la volatilità.

Nell’articolo di oggi voglio affrontare nel dettaglio questo argomento e darvi quindi la possibilità di capire in modo più approfondito un altro meccanismo degli investimenti.
Partiamo dalla definizione: cosa significa volatilità?
“Misura della variabilità dei prezzi o dei tassi di rendimento di un titolo negoziato in un mercato ufficiale”. 
Fonte:  Dizionario di Economia e Finanza Treccani.

Una bassa volatilità di una attività finanziaria indica che il suo prezzo tende ad avere piccole oscillazioni nel tempo, viceversa, un alto livello indica che l‘asset nel quale abbiamo investito subisce ampie oscillazioni di prezzo nel tempo.
Questo comporta che si avranno piccoli o grandi guadagni/perdite.

La volatilità può essere di tre tipi:

☑️ attesa: è un valore incerto, deriva infatti da una stima realizzata nel presente ipotizzando un andamento futuro.

☑️ storica: consiste nella stima della volatilità del titolo attraverso l’osservazione delle variazioni del prezzo in un periodo antecedente la data di valutazione del contratto.

☑️ implicita: rappresenta l’aspettativa futura dei movimenti di prezzo del sottostante.

Con molta frequenza al termine volatilità viene associato come sinonimo la parola rischio.
Nulla di più sbagliato.

Confondere i due termini porta in errore.
Il rischio è essenzialmente la possibilità che il rendimento effettivo di un investimento sia diverso da quello previsto (per una serie di motivi che vedremo in un’altra occasione);

La volatilità invece, come detto precedentemente, è una misura statistica che misura la variabilità attorno alla media dei rendimenti di un’attività finanziaria. 
Pertanto considera ugualmente rendimenti sopra e sotto il rendimento atteso, misurandone la dispersione.

Ad un investitore focalizzato sul medio/lungo periodo l’aumento di volatilità non deve destare preoccupazione in quanto frutto esclusivo degli umori momentanei dei mercati finanziari.

La volatilità di uno strumento finanziario dovrebbe preoccupare solo chi pensa di dover smobilizzare nell’immediato futuro. Più è lungo il periodo di detenzione dell’investimento più le conseguenze della volatilità si attenuano.

Come vedi il concetto del tempo e della pazienza torna sempre.

Quando sento parlare qualche giornalista o pseudo commentatore finanziario di crolli, tonfi o altri termini che evocano catastrofi quando le borse correggono di un paio di punti mi viene da sorridere, ricordando il 2008-2009.

Li si che la volatilità era alle stelle!
Come puoi osservare dall’immagine allegata in quei mesi le sedute con forti escursioni erano all’ordine del giorno:

I puntini rossi indicano le sedute con variazione percentuale dal minimo giornaliero al massimo giornaliero ( magari si passava da -6 a +6 o viceversa ). 
Che periodo!

Un’altra possibilità che abbiamo per ridurre, ma non eliminare, le oscillazioni di un portafoglio è l’utilizzo della diversificazione.

Utilizzare più attività finanziarie obbligazioni, azioni, materie prime, valute ecc.ecc. serve a contenere entro certi limiti la volatilità.

L’importante però è che questi asset siano fra loro decorrelati, non devono muoversi tutti allo stesso modo.

A titolo di esempio: due salgono, uno scende e uno sta fermo.

Questo ci permette di affrontare i temporali di volatilità con la massima serenità.

Per comprendere al meglio come può incidere la volatilità sulla costruzione del portafoglio, rivolgiti sempre ad un Consulente Finanziario.

Un caro saluto e al prossimo articolo.

Pillole di finanza dal 11 al 15 novembre 2019

Mercati finanziari : necessità una pausa

▶️ Dow Jones sopra i 28.000 punti

▶️ Frena Hong-Kong

▶️ La bussola dei tassi

Il vecchio Dow Jones supera per la prima volta i 28.000 punti ,nel novembre del 1972 era a 1.000.

L’ultima settimana ha registrato performance contrastate ,bene gli Stati Uniti e l’Europa , male Asia e Mercati Emergenti.
Sono soprattuto gli scontri ad Hong-Kong a spaventare gli investitori , Hang Seng -4,79%.

Il dollaro si indebolisce leggermente sull’euro a 1,1053 , il petrolio si mantiene stabile a 57,88 dollari al barile , mentre lo spread Btp-Bund sale a 166 dopo aver toccato i 177 punti valori che non si vedevano da fine agosto. Stabile il Vix a 12,05 così come l’indicatore di sentiment a 87 sempre in estrema euforia.

A questo punto una pausa è più che auspicabile , soprattutto per dare ancora spazio ai rialzi.

A mio avviso il vero fulcro dei mercati sono i tassi di interesse. Bassi e stabili ancora per un po’ sono la benzina per i mercati azionari.

Per oggi è tutto un saluto e alla prossima.