Pillole di finanza dal 22 al 26 giugno 2015

La situazione greca si è ingarbugliata e non poco. Lunedì forte rialzo di tutti gli indici mondiali con Milano che segna una performance positiva vicina al 4%, chiaramente sulla convinzione che l’accordo fra l’Europa e Tsipras fosse ormai cosa fatta. Questa certezza tra alti e bassi si è mantenuta anche nelle chiusure di venerdì ,fiduciosi in un definitivo accordo nel corso dell’attuale week-end. Cosa è successo invece ?Il leader Greco nella notte di venerdì ha deciso di far scegliere al suo popolo tramite referendum da tenersi il 5 luglio .Nel momento in cui andiamo in onda non sappiamo ancora quali saranno le decisioni dell’Unione Europea e della BCE ,quello di cui siamo certi è che l’Europa ha abbandonato le trattative e alla riapertura dei mercati ci sarà molta volatilità ,ricordiamo però che le cose prima o poi si aggiustano.
In questo momento l’unico mercato aperto è il Tase di Israele ,che è negativo di poco più di un punto,mentre le borse del golfo oggi sono chiuse.
Dal punto di vista tecnico la settimana appena trascorsa aveva visto gli indici europei uscire da quella fase correttiva iniziata da un paio di mesi e le borse americane ancora a flirtare con i massimi,ma le ultime news ci fanno pensare all’inizio di una nuova fase altalenante.
Debole l’euro che chiude l’ottava a 1,1168 e in recupero lo spread Btp-Bund che si attesta a 123,79.
La fase attuale ci conferma quanto sia importante la tanto noiosa diversificazione e come solo un corretto orizzonte temporale possa dare quella tranquillità che i risparmiatori desiderano ,cercando di essere in questi momenti dei buoni gestori di emozioni.
In caso di sviluppi di particolare interesse usciremo con delle edizioni straordinarie , per oggi è tutto un saluto e alla prossima.

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Pillole di finanza dal 15 al 19 giugno 2015

Il caso Grecia continua ad influenzare tutte le principali borse mondiali che,ad eccezione degli indici americani,chiudono l’ottava in leggero calo ma sempre con forti oscillazioni. Anche questa settimana,come spesso accade negli ultimi tempi ,gli indici partono in ribasso per poi recuperare nella seconda parte lasciando intendere che un accordo potrebbe essere raggiunto prima del 30 giugno, giorno in cui la Grecia dovrà pagare €1,6 miliardi al FMI, un pagamento che Tsipras dice di non poter soddisfare.
Questo secondo molti resta lo scenario più probabilistico.
La seconda possibilità è rappresentata sempre dal raggiungimento di un accordo, ma solo dopo la scadenza del 30 giugno.
Ricordiamo che oltre alla scadenza di fine mese c’è un’altra data critica che è il 20 luglio, quando Atene dovrà rimborsare la prima metà di una tranche di € 7,2 miliardi alla BCE, una somma che sicuramente non potrà essere pagata senza aiuti supplementari.
La terza possibilità è che in caso di fallimento completo delle trattative, la BCE non avrà altra scelta che staccare la spina al sistema bancario greco con conseguente default e Grexit.
Per le eventuali ripercussione ne parleremo nel prossimo futuro.

Dal punto di vista tecnico segnaliamo il nuovo attacco ai massimi per gli indici a stelle e strisce con il Nasdaq che nella seduta di giovedì segna il nuovo record storico a 5132 ,prima di ripiegare leggermente nella giornata di venerdì .Ancora deboli le piazze del vecchio continente con qualche spiraglio di luce sopratutto a Milano dove lunedì sarà giornata di stacco dividendi. Euro in leggero rafforzamento e spread ancora in rialzo,con il Btp decennale che entra in territorio negativo da inizio anno beffando tutti coloro che si aspettavano una salita infinita.

Per chiudere un avviso ai naviganti:è un mare che va affrontato con una nave molto solida,con un comandante abile e con una rotta ben tracciata,per mare non si va se non si è esperti.

Per oggi è tutto un saluto e alla prossima.

Pillole di finanza dal 8 al 12 giugno 2015

Bilancio settimanale in apparenza tranquillo per tutti i principali listini mondiali ,ma con forti oscillazioni nel durante soprattutto nella seconda parte dell’ottava,dove ad un tentativo di rimbalzo,mercoledì,ha fatto seguito un nuovo calo nella seduta di venerdì. I motivi come spesso accade ultimamente sono da attribuire alla Grecia,che da più di sei anni ormai è stabilmente nelle cronache di tutti i giorni,cosa che non gli capitava dai tempi di Omero. Le ultime indiscrezioni danno come imminente un accordo ,siamo fiduciosi ma non del tutto impreparati ad una eventuale rottura definitiva. Ancora tensione sul mondo obbligazionario anche se sembra arrestarsi la forte discesa dei prezzi, poco mosso il cambio euro dollaro che ha chiuso venerdì a 1,1268.

Dal punto di vista tecnico ancora una volta WallStreet non riesce a dare un segnale definitivo al rialzo,si prosegue con un andamento laterale che è ancora sostenuto, su lo S&P500, da una serie di minimi crescenti. Deludenti invece gli indici europei dove hanno ripreso il sopravvento i canali discendenti,anche se si intravedono alcune divergenze rialziste che potrebbero anticipare un nuovo tentativo di ripresa,che sarebbe sicuramente agevolato da una risoluzione positiva della diatriba Grecia.

È oramai evidente che si sta giocando la fase cruciale della ripartenza economica dell’Europa e tutti gli operatori a livello mondiale(Banche Centrali) si stanno adoperando affinché ciò avvenga,ma la realtà non è un film e qualcosa potrebbe non andare come previsto, è quindi opportuno considerare anche le soluzioni alternative .
Per oggi è tutto un saluto e alla prossima .

Pillole di finanza dal 1 al 5 giugno 2015

La fase di volatilità che aveva caratterizzato l’ultiema parte di maggio sta continuando anche in giugno. Il perdurare della crisi greca(Tsipras ha posticipato a fine giugno un rimborso di 300 milioni),insieme ad una serie di dati usciti ,sia in Europa che negli Stati Uniti,in chiaroscuro,ha determinato una chiusura di ottava con il segno meno su tutte le principali borse mondiali. Milano è stata la peggiore con un calo settimanale superiore al 2,5%,mentre le piazze di Tokyo e New York hanno contenuto i cali,chiudendo la settimana con un frazionale arretramento. Il cambio euro dollaro si è confermato in forte altalena,prima supera 1,14 ,e poi chiude la sessione di venerdì a 1,11 con un apprezzamento settimanale di circa un punto. Ma l’asset class che più di tutti ha sofferto e che necessita a nostro avviso di una grande cautela è l’obbligazionario ,che archivia i primi giorni di giugno con un calo superiore al 2%. I tassi negativi che avevano caratterizzato i primi mesi dell’anno stanno risalendo velocemente la china e provocano disastri nei portafogli poco diversificati degli investitori “fai da te”.
Come diceva Warren Buffet non serve fare le previsioni sulla pioggia ma è importante,come mi ha ricordato un amico al convegno Efpa di Genova,saper costruire una solida Arca.
Siamo in una fase dove è necessario rimboccarsi le maniche e affidarsi a gestori professionisti che utilizzano strumenti e strategie di investimento impossibili per molti risparmiatori. La direzione è sempre la stessa (crescita economica e inflazione al 2%) ma il percorso si è fatto accidentato ,e a noi,che non piace vincere facile,la cosa ci stimola e ci offre notevoli opportunità .
Per oggi è tutto un saluto e alla prossima.