Pillole di finanza dal 23 al 27 novembre 2015

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In trepidante attesa

Con gli indici americani a mezzo servizio per la festa del Ringraziamento  (chiusi il 26 e mezza seduta il 27)  l’ultima settimana di novembre si chiude positiva ma con poca vivacità,tutti ormai attendono il meeting della Bce del 3 dicembre.

I mercati obbligazionari globali hanno mostrato ,nel corso degli ultimi cinque giorni di contrattazione, un generale rialzo compensando parte delle perdite registrate all’inizio del mese. Gli investitori sono tornati a preferire le scelte tradizionalmente considerate più sicure, in una fase in cui l’acuirsi delle tensioni in Medio Oriente (abbattimento aereo russo da parte della Turchia) ha riaperto una situazione di incertezza a livello globale.

Il dollaro chiude l’ottava a 1,0593 livelli che non si vedevano da metà marzo e lo spread Btp-Bund a 94,03 dimostra come ci siano da parte degli operatori grandi aspettative per le mosse del Presidente Draghi,sperando che tanta attesa non venga delusa. Ricordiamo inoltre che il giorno successivo usciranno negli Stati Uniti i dati sul l’occupazione di novembre che dovrebbero decretare la parola fine sull’annoso dilemma del rialzo dei tassi.

Il prezzo del brent ancora in altalena,l’oro ai minimi dal 2009 e l’indice Vix che si riporta poco sopra ai 15 punti.

Cosa aspettarsi in quest’ultimo mese dell’anno? Da un punto di vista ciclico siamo in una fase intermedia. Potremmo vedere un allungo ulteriore, il mitico rally di Natale che spingerebbe l’S&500 oltre i massimi dell’anno e gli indici europei a ritestarli. Il segnale ancora non c’è e potrebbe farsi desiderare visto che dalle statistiche non si manifesta nelle prime sedute di dicembre ma un po’ più in là.

Per oggi è tutto un saluto e alla prossima.

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Pillole di finanza dal 16 al 20 novembre 2015

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Il cinismo dei mercati finanziari

È triste ammetterlo ma i mercati finanziari sono assuefatti agli attentati.

Dopo l’ 11 settembre ,lo S&P500, che per alcuni giorni fu chiuso, calò del 5% alla riapertura, sfiorando il -14% nel corso delle due settimane successive all’attentato,tali perdite furono però recuperate dopo 18 sedute. Con gli attentati di Madrid del 2004 il maggior calo fu del 3,3%, recuperato in un paio di giorni, quelli di Londra del 2005 furono praticamente ignorati dalle borse,

Oggi lo S&P500 ha chiuso la settimana con un guadagno del 3,27%, cancellando gran parte della perdita ,-3,63% ,della settimana precedente e ha registrato il miglior guadagno settimanale da metà dicembre dello scorso anno.

Da un punto di vista tecnico il principale indice mondiale torna all’attacco dei massimi di maggio.
Molto bene anche le borse europee con l’indice Dax che nell’ultima ottava torna sopra gli undici mila punti livello che non si vedeva da metà agosto Segnaliamo infine la ripresa dei mercati emergenti ricordando come le migliori opportunità in campo azionario si trovano in queste terre.

Prosegue la debolezza dell’euro che anticipa probabilmente le prossime mosse della Bce attese per il 3 dicembre,stabile lo spread ,ancora in calo il petrolio che flirta con i 40 dollari al barile livello,la cui rottura porterebbe il brent di nuovo sui minimi dell’anno.
Il rendimento del T-Note a 2 anni ha chiuso allo 0,93%, il livello più alto dall’inizio di maggio del 2010 e questa è l’indicazione più evidente che il mercato obbligazionario ha di fatto scontato un aumento dei tassi a metà dicembre.

A poco più di un mese dalla fine del 2015 sembrerebbe tutto pronto per la partenza del classico “rally di fine anno“,i presupposti ci sono ma le certezze,sappiamo, non abitano nei mercati finanziari.

Per oggi è tutto un saluto e alla prossima.

Pillole di finanza dal 9 al 13 novembre 2015

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Lutto

13-11-2015 un’altra data che resterà tristemente famosa. Parigi sotto attacco dell’Isis,centinaia tra morti e feriti .

Oggi ci limitiamo ad una breve cronaca finanziaria .

Dopo sei settimane consecutive di rialzo gli indici americani correggono pesantemente. 
Lo S&P 500 perde oltre il 3,5% e si riporta in territorio negativo dall’inizio del 2015.
Male le borse europee ,un po’ meglio l’Asia e in particolare la borsa di Tokyo.
Ancora in calo il prezzo del petrolio ,poco sopra a 40$ al barile, in ribasso lo spread che si attesta a 100, abbastanza stabile il cambio euro dollaro a 1,0770 ,in forte rialzo,chiaramente, il Vix che chiude l’ultima ottava sopra a 20.

Per oggi è tutto un triste saluto e alla prossima.

Pillole di finanza dal 2 al 6 novembre 2015

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La forza del dollaro durerà ?

L’economia americana nel mese di ottobre ha creato 271mila posti di lavoro ,dando un’ulteriore conferma della forza della ripresa, il che dovrebbe consentire alla Federal Reserve di far scattare il primo rialzo dei tassi d’interesse nel meeting di metà dicembre,le probabilità ora sono al 70%.
Il dato sui nuovi occupati, che ha polverizzato le attese di 183mila nuovi impieghi, è stato il più robusto dell’anno dopo i chiaroscuro degli ultimi mesi.

Festeggia il dollaro che scende a 1,074 sull’euro appena è stato pubblicato il dato ,un po’ meno gli indici azionari a stelle e strisce che chiudono contrastati la seduta di venerdì.

Positivo il bilancio settimanale con lo S&P500 che chiude l’ottava con un +0,95% sesta settimana consecutiva in crescita ,con il record di maggio che dista soltanto 1,48%.
Bene sia le borse europee che quelle asiatiche dove gli indici cinesi trovano una insperata vitalità e l’indice Nikkei a Tokyo, con un rialzo vicino al 2% ,torna abbondantemente sopra ai 19.000.

In rialzo lo spread che chiude a 108,66 ,ancora in calo il prezzo del petrolio ,stabile il Vix.

Con il rendimento dei Treasury al 2,33% annuale è il mercato dei bond che nell’ultima ottava da un po’ di dispiaceri ai risparmiatori ,brindano invece i possessori di dollari che vedono un incremento nei primi giorni di novembre di quasi il 3% .

Dal punto di vista tecnico notiamo come i principali indici siano a ridosso di importanti resistenze il cui superamento richiede energie oggi assenti .
Forse prima di nuovi record ci potrebbero essere un po’ di prese di profitto ma ,fedeli al nostro motto, confermiamo che in questa fase: ogni correzione è un’opportunità di acquisto.

Per oggi è tutto un saluto e alla prossima.

Investire nell’era dei prefissi telefonici

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Leggendo il titolo molti si domanderanno se Alessandro è impazzito o ha cambiato lavoro .
Nulla di tutto questo ,tranquilli sono ancora il vostro consulente preferito .
Veniamo a spiegare cosa vuol dire investire nell’era dei prefissi telefonici .Sappiamo tutti che le numerazioni telefoniche iniziano con lo zero e così oggi anche migliaia di titoli obbligazionari hanno rendimenti inferiori al punto percentuale ,quindi zero virgola .
In molti casi i rendimenti sono addirittura negativi .Si avete letto bene chi investe del denaro alla scadenza prefissata riceverà contrattualmente meno di quanto consegnato .
Le ultime aste di Ctz e Bot a sei mesi hanno fatto si che anche il nostro Paese entrasse nell’elenco dei cosiddetti virtuosi ,o meglio presunti tali. Quindi il risparmiatore paga lo Stato per investire nel suo debito .
Secondo una stima di BofA Meellill Lynch il controvalore di asset a rendimento negativo è di duemila e seicento miliardi di euro .

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La Germania emette titoli di stato a tassi sotto lo zero fino ai 7 anni ,la Svizzera ha il record, un titolo a 10 anni rende ,allo Stato ,lo 0,29 % che tradotto per i meno avvezzi alla finanza significa che 100.000,00 franchi svizzeri investiti in titoli elvetici daranno dopo 10 anni 97.100,00 con una perdita secca di 2.900,00 franchi alla quale dovremmo aggiungere la diminuzione del potere d’acquisto generato dall’inflazione, insomma un vero e proprio salasso .
Tale contesto colpisce, come si vede nell’immagine successiva ,anche il risparmio postale, ancora molto diffuso in Italia

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Molti investitori non sono consapevoli di tale scenario e ancora frastornati inseguono remunerazioni non più esistenti.
Perché sta accadendo tutto questo ?
Due lettere ci aiutano a spiegarne i motivi : Q.E (quantitative easing),allentamento quantitativo con il quale si designa una delle modalità con cui avviene la creazione di moneta da parte di una banca centrale e la sua iniezione nel sistema finanziario ed economico detto pure denaro facile ,che ormai tutte le principali banche mondiali hanno messo in atto a partire dal 2009 .La Fed (Banca centrale americana) è stata l’apripista e molto probabilmente sarà anche quella che chiuderà per prima questo esperimento nato per far uscire le economie dalla grande crisi dei mutui subprime scoppiata nel 2008 .
Le immissioni di liquidità con le quali le banche centrali acquistano titoli di stato e non solo hanno avuto il merito di mantenere bassi il più possibile i tassi di interesse per rendere il denaro meno caro e agevolare il più possibile l’utilizzo del credito .
Se pensiamo che in appena tre anni in Italia i rendimenti dei Btp a 10 sono passati da oltre il 6% a poco più del 1% ci rendiamo conto di quanto sia stato il risparmio sugli interessi per le finanze italiane, un po’ meno per i risparmiatori .

Ricordiamoci inoltre che un eventuale rialzo dei tassi di interesse provocherebbe un disastro ancora più grande

Ma allora che possibilità di investimento hanno i miei clienti attuali e futuri ?.Devono accontentarsi dei “prefissi telefonici”?

imageAssolutamente no !!!.Le soluzioni fortunatamente ci sono ,non sono facili ma come detto nel mio precedente articolo del 20 ottobre solo la calma e il rispetto di alcune regole permetterà di ottenere delle remunerazioni soddisfacenti e in linea con gli obiettivi prefissati .

Ricordatevi che quando si investe bisogna essere pazienti: non si produce un bambino in un mese mettendo incinta nove donne (cit. Warren Buffett).

Pillole di finanza dal 26 al 30 ottobre 2015

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Continua la lotta tra falchi e colombe

L’attuale livello dei tassi di interesse è “appropriato” e la Fed valuterà i progressi economici per decidere un eventuale aumento dei tassi “alla prossima riunione”.
E’ ancora il meeting della Fed che cambia le carte sui mercati finanziari e le probabilità di un rialzo a dicembre tornano vicine al 50%.
È evidente come la Yellen si senta più tranquilla dopo le promesse espansive di Draghi e Kuroda. Lei può diventare “falco” anche perché le “colombe” sono ancora molte.

L’ultima ottava ha visto le borse mondiali in assestamento con lo S&P500 che chiude il mese di ottobre con uno dei maggiori rialzi dal marzo 2009,a poco più del 2% dai suoi massimi storici
Un po’ debole la borsa di Milano, dove soltanto l’interesse per Telecom ha destato qualche spunto di vivacità .
Stabile sia il dollaro che lo spread ,in rialzo il prezzo del petrolio ma sempre sotto ai 50 dollari al barile, ancora in lieve diminuzione l’indice Vix.

La bolla, non ci stancheremo mai di ripeterlo è nei bond. Si va sempre di più verso un abbassamento dei rendimenti e ancora di più sarà necessario allungare il proprio orizzonte temporale per ottenere remunerazioni che non siano da prefisso telefonico.

Segnaliamo infine l’intervista del Sole24 a Mario Draghi dove il presidente della Bce ha detto ancora una volta “faremo tutto il necessario” affinché vengano raggiunti gli obiettivi di inflazione intorno al 2%.

Un saluto a tutti e alla prossima.