Pillole di finanza dal 21 al 24 dicembre 2015

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Non è un rally ma …

La settimana di Natale si chiude con un rimbalzo di tutti i principali indici mondiali che, tranne la borsa di Tokyo,mettono a segno dei buoni rialzi, Il clima festivo e i bassi volumi rendono poco significativi i movimenti di questi giorni ma nei bilanci complessivi hanno la stessa importanza di qualsiasi altra seduta ,poco per considerarlo un rally ma come dice un vecchio adagio “chi si accontenta gode”

Il petrolio Wti dopo i minimi della precedente ottava ha dato importanti segni di vitalità tornando sopra ai 38 dollari al barile,debole il dollaro e stabile lo spread Btp-Bund,interessante il movimento del Vix che si avvicina all’importante soglia di 15,la cui rottura indicherebbe una ritrovata serenità.

A tre sedute dalla fine dell’anno lo S&P500 è sopra dello 0,10 ytd ,poco rispetto alle attese di inizio 2015 ma ricordiamo che questo sarebbe il 7 anno consecutivo di chiusura in positivo.
Quello che ci appare evidente è come la continua lotta tra supporti e resistenze abbia confinato il più importante indice mondiale in una gabbia,dalla quale potrebbe uscire nelle prime sedute del 2016 e darci quindi delle idee di tendenza un po’ più chiare.

Prima di fine anno faremo i nostri personali bilanci e qualche simpatica previsione

Per oggi è tutto un saluto e alla prossima

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Pillole di finanza dal 14 al 18 dicembre 2015

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La fine di un’era

È finita l’era dei tassi a zero. Dopo una lunga attesa finalmente mercoledì 16 dicembre il Fomc all’unanimità ha deciso per un rialzo dello 0,25,portando i fed funds tra lo 0,25 e lo 0,50,era dal 2006 che non si assisteva ad un aumento e per molti operatori questa è una novità.

La Fed ha notato «considerevoli miglioramenti quest’anno nelle condizioni del mercato del lavoro e ha ragionevole fiducia che l’inflazione aumenti, nel medio termine, verso l’obiettivo del 2%»

Il cammino sarà graduale e dipenderà dall’andamento dell’economia americana ,per il 2016 potrebbero esserci 3 o 4 incrementi con un target quindi intorno al 1%.
La reazione degli indici statunitensi prima e di quelli del resto del mondo dopo è stata molto positiva ma … è durata poco e le borse americane nelle due sedute successive hanno subito dei consistenti ribassi che hanno portato lo S&P500 su livelli che non si vedevano da metà ottobre. A questo punto la slitta torna in garage e soprattutto diventa importante la tenuta dei 2000 punti la cui rottura potrebbe facilitare un’ulteriore discesa.

Bilancio settimanale comunque positivo per tutte le principali piazze mondiali ad eccezione di Tokyo e di Wall Street .
Dollaro abbastanza stabile,spread Btp-Bund che torna sopra a 100 e petrolio Wti ancora in profondo rosso,34,55 alla chiusura di venerdì.
Due righe a parte le merita il Vix(20,70) la cui vivacità di questi giorni dimostra come la quiete ancora non sia tornata sui mercati mondiali.

I bilanci e le previsioni saranno oggetto dell’ultima “pillola” dell’anno, oggi ci concentriamo sugli auguri di Natale ,e ci rivolgiamo a tutti i risparmiatori italiani con l’auspicio che sotto l’albero possano trovare un consulente finanziario serio e preparato ,ma che sia soprattutto in grado di evitargli le molteplici “sole”sparse tra banche ,poste e sim.

Buon Natale a tutti.

Pillole di finanza dal 7 al 11 dicembre 2015

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La Yellen rimetterà in moto la slitta di babbo natale ?

La slitta di Babbo Natale ha avuto dei problemi e soltanto una pronta riparazione potrà permettere la consegna in tempo dei regali ai piccoli e grandi risparmiatori.
Il meccanico si chiama Janet Yellen e sarà suo il compito di rimettere nella giusta direzione i mercati finanziari e come sempre saranno le parole a contare,l’appuntamento è per mercoledì 16 alle ore 20.

Due parole le vogliamo spendere sul salvataggio delle 4 banche locali,tutti responsabili :risparmiatori ,intermediari e controllori,nessuno assolto.

Veniamo alla cronaca ,cali vicini ai 4 punti percentuale per tutte le borse mondiali trasformano,quella che poteva sembrare una fase di distribuzione dopo l’ipercomprato di fine novembre ,in una correzione degna di nota.
Il principale indice americano ha perforato dei livelli che se confermati potrebbero dar luogo ad ulteriori ribassi (1990/1960),la speranza ci viene dall’analisi storica che vede la formazione di minimi ciclici nella metà di dicembre.
Molto più ampie le flessioni delle borse europee con cali in alcuni casi superiori al 10%.

Un capitolo a parte merita il petrolio il cui crollo sembra senza fine,alla chiusura di venerdì il Wti crude segnava 35,62 prezzo che non si vedeva dal lontano dicembre 2008.
In rialzo ma sempre sotto a 100 lo spread Btp-Bund ,ancora forte l’euro nei confronti del dollaro(1,0992 la chiusura di venerdì) e di tutte le altre principali valute, è evidente come la nostra valuta nelle fasi di avversione al rischio viene massicciamente acquistata.

In attesa di mercoledì ricordiamo che soltanto una corretta diversificazione , il rispetto dell’orizzonte temporale prefissato e la scelta di strumenti efficienti possono garantire al risparmiatore una buona remunerazione e sopratutto lo mettono al riparo da spiacevoli inconvenienti.

Per oggi è tutto un saluto e alla prossima.

Pillole di finanza dal 30 novembre al 4 dicembre 2015

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Delusione o abile strategia ?

Le grandi aspettative per le mosse del Presidente Draghi hanno,almeno per ora ,deluso gli investitori che giovedì durante la conferenza hanno venduto tutti i principali asset finanziari,equity,dollari e titoli di stato.
Il grande sconfitto è stato il biglietto verde che nel giro di pochi minuti è passato da 1,05 a quasi 1,10 per poi chiudere l’ottava a 1,0888,disegnando un’ampiezza di movimento che difficilmente dimenticheremo
Borse europee in rosso tra i due e tre punti e spread alle stelle per poi chiudere venerdì poco sopra a 95.
E le borse americane come hanno reagito ? Giovedì ancora in calo ma venerdì grazie soprattutto ai dati sull’occupazione migliori delle attese sono andate in rally segnando la miglior giornata dal 8 settembre 2015,recuperando gran parte delle perdite delle due sedute precedenti e chiudendo il bilancio settimanale in leggero progresso, S&P500 ancora ridosso dei 2.100.

I motivi di tale recupero ,oltre ai dati sul lavoro americano ,sono da attribuire ad alcune.precisazioni di Mario Draghi durante l’Economic Club a New York : “se servisse faremo altro” e la calma sembra tornare sui mercati.
Il rialzo dei tassi americani per il 16 dicembre è ormai sicuro ,come ha fatto intendere la Yellen nel corso di alcune conferenze, e quindi a breve si assisterà ad una nuova ripresa del dollaro, statene certi.
Nel meeting Opec di Vienna non viene ridotta la produzione di petrolio e ciò basta a far scendere il Wti crude sotto ai 40 dollari al barile ,male tutti i titoli azionari legati all’energia.

Da un punto di vista tecnico la tenuta ,e li successivo rimbalzo, da parte dello S&P500 dei 2040, lascia sperare in un terzo minimo crescente e con esso un ulteriore attacco ai massimi. Attenzione, soprattutto, alla tenuta del minimo di novembre 2020 sotto il quale si completerebbe un doppio massimo con potenziale ribassista verso l’area 1990/50.

Come vedete sui mercati finanziari di tutto il mondo non ci si annoia ma,vi assicuro,il bello deve ancora venire.

Per oggi è tutto ,buon ponte dell’Immacolata e alla prossima.