Pillole di finanza dal 14 al 18 marzo 2016

 

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Mercati finanziari : si cresce nello scetticismo generale

▶️ La Fed è ancora colomba

▶️ Quinta settimana di rialzi

▶️ Sorprese nel l’uovo di Pasqua ?

L’appuntamento principale dell’ultima settimana è stato la riunione del Fomc che ha adottato un atteggiamento più accomodante, manifestando qualche incertezza riguardo alla crescita dell’economia e ai futuri aumenti dei tassi di interesse.
La Presidente della Fed Janet Yellen ha mostrato una propensione ad alzare nuovamente i tassi nel corso del 2016 senza tuttavia fornire indicazioni sulle tempistiche ,probabilmente i rialzi saranno due e non più quattro.

Gli indici statunitensi accolgono piacevolmente l’esito del meeting e con la quinta settimana consecutiva positiva tornano in verde da inizio anno.
Bene i mercati emergenti ,maggiori beneficiari della politica accomodante,contrastate le piazze europee ,ancora in calo il Giappone .
Un discorso a parte merita la borsa italiana che ancora fatica a digerire la necessità di portare avanti quelle integrazioni bancarie che Bruxelles ci chiede ,sempre attaccati alle poltrone.

Il petrolio Wti torna intorno ai 40 dollari al barile,il dollaro continua ad indebolirsi soprattutto nei confronti dell’euro e lo spread resta stabile a 105.
Ancora in calo l’indice Vix che chiudendo a 14 si porta sui minimi degli ultimi sei mesi.
Le politiche monetarie ancora accomodanti e la favorevole stagionalità permettono di guardare le asset class più rischiose con opportunità diverse e quindi pensare a nuovi record per l’indice S&P500 non è utopia.

Ricordo infine che sui mercati azionari si cresce nello scetticismo generale e in questo momento ce n’è in abbondanza.

Per oggi è tutto un saluto e buona Pasqua.
Il prossimo appuntamento con Pillole di finanza è il 3 aprile p.v.

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Pillole di finanza dal 7 al 11 marzo 2016

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Quanto è bravo Draghi,anzi no ,anzi si.

Tutti gli occhi erano puntati sul meeting della Bce di giovedì 10 marzo e soprattutto sulle conseguenze che le decisioni di Mario Draghi avrebbero avuto sui mercati finanziari di tutto il mondo .
Come spesso accade gli investitori (forse è meglio chiamarli speculatori) prima festeggiano, poi vendono e il giorno dopo,a mente fresca ,tornano a comprare.

La banca centrale ha tagliato tutto quello che poteva essere ridotto, ampliato gli acquisti (da 60 a 80 mld) e deciso che anche i bond emessi dalle aziende non finanziarie potranno essere comprati attraverso il Qe, purché abbiano un rating a livello di investiment grade .
Per ora solo l’euro non beneficia degli ultimi provvedimenti e anziché indebolirsi torno ampiamente sopra a 1,11 contro il dollaro.
In forte diminuzione lo spread che chiude l’ultima ottava a 105,4 livello che non si vedeva dallo scorso dicembre , continua il recupero del petrolio che torna con il segno verde da inizio 2016,
Contrastate le principali borse mondiali con lo S&P500 che registra la quarta settimana consecutiva in positivo e soprattutto torna sopra la media a 200 giorni, ottima la performance di piazza affari che chiude la settimana poco sotto ai 19000, ma ancora negativa del 11% da inizio anno,leggermente sotto tono le piazze asiatiche.
L’indice che misura la volatilità continua a ridursi e con la chiusura di venerdì a 16,5 si riporta quasi ai valori di inizio gennaio.
Dal punto di vista tecnico anche gli indici europei,dopo una serie di minimi crescenti, tornano ben impostati

E ora cosa attendersi ?
Le politiche monetarie in Europa sono ultra espansive ma è sempre più evidente la necessità di riforme strutturali da parte degli Stati membri ,altrimenti tutti gli sforzi di super Mario saranno inutili.
Il testimone passa ora alla Yellen che il 16 marzo dovrà comunicare le politiche monetarie statunitensi,sarà colomba o falco ?

Per oggi è tutto un saluto e alla prossima.

Pillole di finanza dal 29 febbraio al 4 marzo 2016

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Mercati finanziari :occhi puntati su Mario Draghi

▶️ Risveglio delle materie prime

▶️ Silenzio dei mass-media

▶️ Meeting Banca Centrale Europea

La settimana appena trascorsa ha registrato un nuovo allungo delle principali piazze azionarie mondiali.
Con i recuperi iniziati a metà febbraio si sta realizzando quanto detto nell’articolo pubblicato il 14 febbraio ( http://bit.ly/1R0N62b )dove si analizzava il mercato statunitense da un punto di vista prettamente statistico.

Dal profondo pessimismo che dominava sui mercati fino a pochi giorni fa si sta passando a qualcosa di diverso dal semplice rimbalzo,pur restando ancora in una fase correttiva.
I fattori di tale cambiamento sono da individuare nell’aumento dei prezzi di molte materie prime ,nell’economia americana che si mantiene in uno stato di forma più che accettabile e infine nelle politiche delle banche centrali che restano alquanto accomodanti.
Ancora una volta l’estrema volubilità degli investitori dimostra quanto sia importante avere un consulente ,gestore di emozioni,al proprio fianco. Tutto ciò nel quasi totale silenzio dei mass media che come tanti piccoli Nerone si sentono orfani del loro termine preferito : bruciati.

Bene tutti i principali indici mondiali ,con il Brasile che in piena recessione registra un incremento settimanale del 18%. L’indice Vix segna un ulteriore calo attestandosi a 16,86, livello decisamente migliore rispetto ai quasi 30 di poche settimane fa. Diminuisce anche lo spread Btp-Bund a 122,88 e questa volta per merito dell’aumento di prezzo,con conseguente diminuzione dei rendimenti, del nostro decennale. L’euro si rafforza sul dollaro e il petrolio,chiudendo a circa 36 dollari al barile, prosegue la sua marcia verso i livelli di inizio anno.

L’evento clou della settimana che sta per cominciare è la riunione della Bce e personalmente sono convinto che le aspettative sulle mosse di Mario Draghi saranno mantenute.

Per oggi è tutto un saluto e alla prossima.