Pillole di finanza dal 25 al 29 novembre 2019


Mercati finanziari: non è il momento di parlare di recessione

▶️ Nuovi record a Wall-Street

▶️ In flessione Piazza Affari

▶️ Nessuna recessione all’orizzonte

L’ultima ottava ha registrato un nuovo record a Wall Street , bene tutti i principali indici mondiali con qualche eccezione, tra le quali la borsa di Milano, penalizzata dai titoli bancari e dalla risalita dello spread.

Il dollaro si mantiene stabile nei confronti dell’euro e chiude a 1,1017 , il prezzo del petrolio scende nell’ultima seduta e chiude a 55,42 dollari al barile. Torna a salire lo spread Btp-Bund che si ferma poco sotto i 170 punti. Aumenta a 12,62 il Vix e il barometro di paura ed euforia segna 78 punti in zona di estrema euforia.

Ad un mese dalla chiusura dell’anno non è ancora il momento di fare bilanci. Le preoccupazioni per un’imminente recessione a mio avviso sono veramente minime , considerando che il 2020 è anno elettorale. Sui dazi molto probabilmente si arriverà ad un accordo tra Trump e Xi Jinping a Davos nel prossimo gennaio.

Per oggi è tutto un saluto e alla prossima.

Qual è il rischio da evitare ?

Durante la mia attività lavorativa mi sono costantemente imbattuto in risparmiatori che mi chiedevano “dritte” sull’acquisto di singole azioni e/o obbligazioni.

Nell’articolo della scorsa settimana ti ho spiegato cos’è la volatilità ,ovvero le oscillazioni più o meno ampie che hanno tutte le tipologie di investimenti in rapporto al tempo e al rendimento atteso e sottolineato quanto fosse importante non confondere tale termine con la parola rischio.

Al termine rischio la maggior parte delle persone associa il concetto di perdere soldi , non è vero ?

E tu ? Sei d’accordo con questa definizione ?

Voglio rassicurarti , si investe per guadagnare non per perdere.

In campo finanziario esistono tante tipologie di rischio (credito , tassi , specifico , mercato , ecc.ecc.) ma se riusciamo ad individuare ,comprendere e escludere il RISCHIO principale , ti sentirai più rilassato , investirai con più partecipazione e soprattutto raggiungerai più facilmente i tuoi obiettivi.

All’inizio ho parlato di “dritte”.

Un buon consulente finanziario non deve suggerirti l’acquisto solo di singoli titoli , né fare previsioni o scommesse che possono mettere a repentaglio il tuo patrimonio.

Questo nuoce gravemente al tuo benessere finanziario.

Questo rappresenta il c.d RISCHIO SPECIFICO.

Mettere tutti i tuoi soldi su una singola azienda attraverso l’acquisto di una azione o di una obbligazione ti espone seriamente alla possibilità di perdere i tuoi soldi.

Vuoi qualche esempio ? Alitalia , Cirio , Parmalat , Finmatica , Opengate ,Banca Etruria , Banca Marche.

Con queste aziende saresti rimasto con il cerino in mano.

Ci sono anche casi dove non c’è stato il fallimento totale , le prime che mi vengono in mente sono Monte Paschi e Banca Carige ma ,visti i cali superiori al 95% ,per il risultato finale cambia poco.

Mi dirai ma io compro Apple , Amazon , Google ecc.ecc.

La mia risposta è sempre la stessa : per raggiungere i nostri obiettivi non possiamo affidarci alla fortuna. Ma ci vuole una corretta pianificazione ,il giusto tempo e molta pazienza.

Singoli titoli possiamo anche acquistarli , ma per importi minimi , sempre nell’ottica della diversificazione e con metodo ben definito.

Il rischio , quello buono , che dobbiamo prenderci è il c.d. Rischio di Mercato.

Quando parlo di Mercato vuol dire affidarsi a professionisti che acquistano tanti singoli titoli replicando l’andamento della borsa nella quale abbiamo deciso di investire ,

Compriamo, attraverso un etf o un fondo , un intero indice , partendo dal più grande per capitalizzazione e lasciamo che il tempo faccio il suo lavoro.

Il MSCI World è un indice del mercato azionario composto da 1612 titoli di livello globale. Il Morgan Stanley Capital International è usato come metro di misura (benchmark) per i fondi azionari di tipo “world” (mondiali) o “global” (globali).

L’indice include una raccolta di titoli azionari di tutti i mercati dei paesi sviluppati nel mondo. L’indice comprende titoli di 23 paesi esclusi i titoli provenienti da economie di frontiera o emergenti.

Replicare un indice per un singolo risparmiatore è praticamente impossibile , sia in termini di costi che di competenze.

Attraverso una gestione professionale il nostro risultato sarà il frutto di scelte ben ponderate ,dettate da una diversificazione in costante adeguamento.

Se vuoi approfondire gli argomenti trattati non esitare a metterti in contatto con me.
Un saluto e al prossimo articolo.

Pillole di finanza dal 18 al 22 novembre 2019

Mercati finanziari :borse in attesa

▶️ In leggera flessione i principali indici

▶️ Dollaro tonico

▶️ Pronti per lo shopping natalizio

L’ultimo ottava ha visto tutte le principali borse mondiali in flessione , fatta eccezione per l’indice dei Paesi Emergenti. Lo S&P500 ha chiuso sotto ai massimi dello 0,38%.

Il petrolio chiude leggermente sotto ai 58 $ al barile , si rafforza il dollaro nei confronti dell’euro e si ferma a 1,1023 , lo spread Btp-Bund si mantiene stabile a 164,50 punti , così come il Vix a 12,34. Scende a 69 punti l’indicatore di sentiment , sempre in zona euforia.

Sono ancora i dazi e il tentativo di impeachement a condizionare gli operatori di mercato.

Giovedì si festeggia negli Stati Uniti il Giorno del Ringraziamento e il giorno dopo parte, con il Black Friday , lo shopping natalizio.

Vedremo se i consumi daranno nuovo vigore ad una economia americana attualmente in leggero rallentamento.

Per oggi è tutto, un saluto e alla prossima.

La Volatilità , l’anima dei mercati finanziari

Qualsiasi risparmiatore che decide di investire dovrà “fare i conti” con la volatilità.

Nell’articolo di oggi voglio affrontare nel dettaglio questo argomento e darvi quindi la possibilità di capire in modo più approfondito un altro meccanismo degli investimenti.
Partiamo dalla definizione: cosa significa volatilità?
“Misura della variabilità dei prezzi o dei tassi di rendimento di un titolo negoziato in un mercato ufficiale”. 
Fonte:  Dizionario di Economia e Finanza Treccani.

Una bassa volatilità di una attività finanziaria indica che il suo prezzo tende ad avere piccole oscillazioni nel tempo, viceversa, un alto livello indica che l‘asset nel quale abbiamo investito subisce ampie oscillazioni di prezzo nel tempo.
Questo comporta che si avranno piccoli o grandi guadagni/perdite.

La volatilità può essere di tre tipi:

☑️ attesa: è un valore incerto, deriva infatti da una stima realizzata nel presente ipotizzando un andamento futuro.

☑️ storica: consiste nella stima della volatilità del titolo attraverso l’osservazione delle variazioni del prezzo in un periodo antecedente la data di valutazione del contratto.

☑️ implicita: rappresenta l’aspettativa futura dei movimenti di prezzo del sottostante.

Con molta frequenza al termine volatilità viene associato come sinonimo la parola rischio.
Nulla di più sbagliato.

Confondere i due termini porta in errore.
Il rischio è essenzialmente la possibilità che il rendimento effettivo di un investimento sia diverso da quello previsto (per una serie di motivi che vedremo in un’altra occasione);

La volatilità invece, come detto precedentemente, è una misura statistica che misura la variabilità attorno alla media dei rendimenti di un’attività finanziaria. 
Pertanto considera ugualmente rendimenti sopra e sotto il rendimento atteso, misurandone la dispersione.

Ad un investitore focalizzato sul medio/lungo periodo l’aumento di volatilità non deve destare preoccupazione in quanto frutto esclusivo degli umori momentanei dei mercati finanziari.

La volatilità di uno strumento finanziario dovrebbe preoccupare solo chi pensa di dover smobilizzare nell’immediato futuro. Più è lungo il periodo di detenzione dell’investimento più le conseguenze della volatilità si attenuano.

Come vedi il concetto del tempo e della pazienza torna sempre.

Quando sento parlare qualche giornalista o pseudo commentatore finanziario di crolli, tonfi o altri termini che evocano catastrofi quando le borse correggono di un paio di punti mi viene da sorridere, ricordando il 2008-2009.

Li si che la volatilità era alle stelle!
Come puoi osservare dall’immagine allegata in quei mesi le sedute con forti escursioni erano all’ordine del giorno:

I puntini rossi indicano le sedute con variazione percentuale dal minimo giornaliero al massimo giornaliero ( magari si passava da -6 a +6 o viceversa ). 
Che periodo!

Un’altra possibilità che abbiamo per ridurre, ma non eliminare, le oscillazioni di un portafoglio è l’utilizzo della diversificazione.

Utilizzare più attività finanziarie obbligazioni, azioni, materie prime, valute ecc.ecc. serve a contenere entro certi limiti la volatilità.

L’importante però è che questi asset siano fra loro decorrelati, non devono muoversi tutti allo stesso modo.

A titolo di esempio: due salgono, uno scende e uno sta fermo.

Questo ci permette di affrontare i temporali di volatilità con la massima serenità.

Per comprendere al meglio come può incidere la volatilità sulla costruzione del portafoglio, rivolgiti sempre ad un Consulente Finanziario.

Un caro saluto e al prossimo articolo.

Pillole di finanza dal 11 al 15 novembre 2019

Mercati finanziari : necessità una pausa

▶️ Dow Jones sopra i 28.000 punti

▶️ Frena Hong-Kong

▶️ La bussola dei tassi

Il vecchio Dow Jones supera per la prima volta i 28.000 punti ,nel novembre del 1972 era a 1.000.

L’ultima settimana ha registrato performance contrastate ,bene gli Stati Uniti e l’Europa , male Asia e Mercati Emergenti.
Sono soprattuto gli scontri ad Hong-Kong a spaventare gli investitori , Hang Seng -4,79%.

Il dollaro si indebolisce leggermente sull’euro a 1,1053 , il petrolio si mantiene stabile a 57,88 dollari al barile , mentre lo spread Btp-Bund sale a 166 dopo aver toccato i 177 punti valori che non si vedevano da fine agosto. Stabile il Vix a 12,05 così come l’indicatore di sentiment a 87 sempre in estrema euforia.

A questo punto una pausa è più che auspicabile , soprattutto per dare ancora spazio ai rialzi.

A mio avviso il vero fulcro dei mercati sono i tassi di interesse. Bassi e stabili ancora per un po’ sono la benzina per i mercati azionari.

Per oggi è tutto un saluto e alla prossima.

Pillole di finanza dal 4 al 8 novembre 2019

Mercati finanziari : ancora un altro record

▶️ Novembre parte alla grande

▶️ Spread in crescita

▶️ Trenta anni fa cadeva il Muro

Il mese di novembre inizia con tutte le principali borse mondiali in rialzo. Molo bene piazza affari che nell’ultima ottava guadagna il 2,6% e quasi il 30% da inizio anno , era dal 1998 che non si registrava una performance così ampia.

I listini americani segnano i nuovi massimi di sempre su tutti e tre i principali indici , beneficiando dei buoni dati aziendali in corso di pubblicazione.

Il dollaro si rafforza sull’euro e chiude a 1,1019 ,il petrolio sale a 57,44 dollari al barile , lo spread Btp-Bund si allarga a 153,80 , le previsioni di crescita italiana , ultima in Europa , sicuramente non aiutano. Attualmente i titoli di stato della Grecia a 5 anni rendono meno di quelli Italiani.
Il Vix in calo a 12,07 e l’ indicatore di sentiment segna massima euforia a 91punti.

Trenta anni fa veniva abbattuto il Muro di Berlino , segnando l’inizio di una nuova epoca. Tanto è successo da allora anche in campo finanziario.

Lo S&P500 da quel giorno è salito dai 337 punti di allora agli oltre 3.000 di oggi +800%.
Considerando anche gli utili distribuiti annualmente 1.000 dollari investiti nel 1989 oggi sarebbero 17.392 $.
Fai lavorare il tempo !

Per oggi è tutto un saluto e alla prossima.

Ma le previsioni servono a qualcosa ?

Oggi voglio illustrarti due temi che mi stanno particolarmente a cuore.

Il primo argomento di cui ti parlo è la differenza tra Time, inteso come tempo e Timing , da tradurre in tempismo.

Con molta frequenza mi trovo a dialogare con risparmiatori che mi rivolgono la fatidica domanda : “Alessandro ma questo è un momento buono per investire ?”

Beh che ti devo dire , la mia risposta è sempre la stessa : è sempre un buon momento per investire !
Sarò di parte ? La storia e il corretto uso del giusto tempo sta dalla mia parte !

L’immagine seguente ci mostra come lo stare fuori dai mercati in determinati momenti condiziona pesantemente la performance complessiva.


Analizzando l’andamento dello S&P 500 dal 1990 al settembre 2018 si evince un rendimento medio annuo del 9,9% rimanendo sempre investiti , perdendo i migliori 25 giorni di performance dell’indice il risultato passa al 6,4% e si azzera stando fuori dal mercato nei migliori 60 giorni.

Mi dirai , ma noi vendiamo ai massimi e poi compriamo quando i prezzi scendono (cercando il Timing giusto). Sembra facile ma credimi non è così, meglio applicare un metodo.

Il secondo argomento sono le previsioni finanziarie.

Esattamente tre anni fa (8 novembre 2016) si sono tenute le elezioni del 45º presidente degli Stati Uniti , tutti sappiamo come è andata a finire e soprattutto ci ricordiamo come le previsioni siano state puntualmente disattese ( strafavorita la Clinton). La stessa cosa successe qualche mese prima con la Brexit.

Più recente è stata la previsione fatta da 40 economisti di fama mondiale sui rendimenti che i titoli di stato americani avrebbero avuto a fine 2019.
Tutti gli “esperti” avevano pronosticato rendimenti tra il 3 e il 4 per cento , ora siamo al 1,85%.

A questo punto ci sta molto bene una frase del mitico Warren Buffet : “Le previsioni possono dirti molto su colui che predice , ma non ti dicono nulla sul futuro “

Tornando alla domanda iniziale mi sento di raccomandarti un corretto uso del tempo , affiancato da disciplina (diversificazione , ribilanciamento ) e molta pazienza , per quanto grande sia la tua capacità e lo sforzo alcune cose richiedono solo tempo.

“Non puoi fare un bambino in un mese mettendo incinta nove donne”(cit.)

Se hai piacere ad approfondire il corretto uso del Tempo e del Metodo e non cerchi vincenti previsioni mettiti in contatto con me.

Scrivimi una mail a info@alessandrogambelli.it
Sarò lieto di poter rispondere alle tue domande e chiarire i tuoi dubbi.

Ciao e al prossimo articolo.