Il VaR pillole di educazione finanziaria 23 settembre 2017

Che cos’è il VaR ?

Con il termine VaR ,letteralmente valore al rischio ,si indica una misura statistica che quantifica la massima perdita potenziale che un portafoglio di investimento può subire in un arco temporale di tre mesi con una probabilità del 95% o 99%, a seconda dell’indicatore che si usa.

Dato un portafoglio di un risparmiatore di 100.000,00 € e un VaR del 3% la perdita massima che potrà verificarsi nei successivi tre mesi ,con un’attendibilità del 95%, sarà di 3.000,00 €.

Ricordo infine che le perdite così come i guadagni si materializzano solo quando si vende.

 

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Pillole di finanza dal 29 agosto al 2 settembre 2016

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Mercati finanziari : falchi o colombe ?

▶️ ancora incertezza sul rialzo dei tassi Usa

▶️ prevenire è meglio che curare

▶️ poche gioie da settembre ma …

Sono ancora i tassi di interesse negli Stati Uniti a tenere viva l’attenzione degli investitori. I continui dati in chiaro scuro rendono alquanto incerta la decisione della Yellen , questo però non sembra turbare più di tanto gli indici delle principali borse mondiali.

Il bilancio settimanale vede quasi tutte le borse crescere con Tokyo miglior indice . Persino Milano nell’ultima ottava è riuscita a superare di slancio i 17.000 punti ,livello che non si vedeva dal voto sulla Brexit.

Agosto ha registrato l’ottimo risultato conseguito dai nostri colori alle Olimpiadi di Rio ma a rovinare la festa ci ha pensato il terremoto che ha sconvolto l’Italia centrale provocando quasi trecento vittime ,fra cui molti bambini. Come sempre accade ci ricordiamo di essere zona altamente sismica sempre dopo ,bravi nella ricostruzione ma carenti nella prevenzione.

Abbastanza stabili gli indicatori di cui do notizia settimanalmente :petrolio sotto i 45 dollari al barile ,spread a 122 ,Vix a 11,98 e cambio euro dollaro a 1,1157.

È iniziato settembre ,e la statistica ci ricorda che le probabilità di un rialzo sullo S&P500 sono del 49% e mediamente il calo è stato dello 0,47% ,secondo l’analisi ciclica stagionale, il mese in corso è favorevole alla formazione di un minimo di fine estate che, specialmente in un anno elettorale, può costituire il punto di partenza per un allungo nel quarto trimestre.

Per oggi è tutto un saluto e alla prossima.

Pillole di finanza dal 3 al 7 novembre 2014

Continua la divergenza tra le piazze europee e quelle americane ed asiatiche .Ai nuovi massimi di Wall Street fa eco la debolezza dell’area euro che,nonostante il cambio €/$ sia sceso nel corso della settimana sotto a 1,24,non riesce a migliorare i corsi azionari;Draghi si dichiara pronto a misure non convenzionali ma gli indici sono ancora distanti dai livelli di settembre.Tokyo si porta a ridosso dei 17.000 e ai massimi dal 2007,ancora in calo Mosca e il Bovespa in Brasile .Negli Stati Uniti le elezioni di Midterm hanno visto il successo schiacciante dei Repubblicani e la notizia è piaciuta agli investitori ,un po’ meno a Obama che ora governerà i prossimi due anni da “anatra zoppa” .Ci apprestiamo a vivere l’ultima parte dell’anno con performance contrastate:ancora bene i bond,misti i mercati equity,molto male l’oro ,il petrolio e le commodities in generale.Per i bilanci c’è ancora tempo,per ora ci limitiamo ad aspettare le mosse della Bce,a cui a fatto i complimenti persino Trichet(ex capo della Banca)e le ultime trimestrali americane e poi il rally di fine anno potrà partire,magari meno forte del solito ma pur sempre in grado di migliorare le performance delle borse del vecchio continente che ne hanno veramente bisogno.

Pillole di educazione finanziaria

Negli ultimi giorni si sente sempre di più parlare di un possibile rialzo dei tassi di interesse negli Stati Uniti nei primi mesi del 2015 ,analizziamo da un punto di vista pratico quali conseguenze potrebbe avere tale operazione(ricordiamo che i mercati finanziari anticipano sempre certi movimenti).Attualmente i Treasury americani a 10 anni rendono il 2,40% (come i Bonos spagnoli) e secondo molti esperti il target a 12 mesi dovrebbe essere tra il 3,5 e il 4% ,tale variazione provocherebbe quindi una perdita in conto capitale di circa il 10%. È quindi preferibile evitare le durate lunghe e posizionarsi sulla parte breve della curva in attesa dell’incremento dei tassi .Conseguenza positiva di tale aspettativa dovrebbe essere il rafforzamento del dollaro nei confronti dell’euro e delle altre principali valute .