Un nuovo ufficio virtuale

Alfabeto Fideuram di Alessandro Gambelli
foto alessandro 20 luglio 2016

Con Alfabeto la tecnologia è al servizio della relazione con i miei clienti. Un nuovo strumento per sfruttare tutti gli spazi che il web mette a disposizione della nostra relazione.
Cos’è Alfabeto

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La legge di Murphy,la panacea di tutti i mali e il mago Silvan

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Cosa dice la legge di Murphy? “Se qualcosa può andar male, lo farà”.

Pensare di poter pianificare gli obiettivi dei miei clienti attraverso questi insiemi di paradossi pseudo-scientifici a carattere ironico e caricaturale (definizione Wikipedia) da un lato mi fa sorridere, ma dall’altro mi preoccupa e non poco.

Perché mi preoccupo? Perché ancora una volta vedo colleghi inseguire le mode, analizzare i fondi da inserire all’interno di un portafoglio in base a valutazioni ex-post e soprattutto scegliere quei comparti che in un momento di mercato complesso hanno performato positivamente e molto meglio di altri.

La panacea di tutti i mali non esiste, è un nostro dovere far comprendere ai risparmiatori-investitori che il nostro mondo è fatto di regole e protocolli, che vanno seguiti “senza se e senza ma”.

Rispetto dell’orizzonte temporale, diversificazione e scelta di strumenti efficienti in funzione del tempo che abbiamo concordato con il cliente. Mai innamorarci di un solo fondo o di un solo gestore.

Spesso ci piace identificarci come i “medici del risparmio”, ma se cerchiamo continuamente di stupire è più probabile che saremo paragonati al mago Silvan!

Demografia ed investimenti: più rischi o opportunità?

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Cosa significa parlare di demografia, applicata al settore degli investimenti e in che modo queste dinamiche possono influire sulle scelte d’investimento? Ce lo spiega Alessandro Gambelli, Consulente Finanziario professionista.

Con il termine demografia si identifica quella scienza che studia in modo quantitativo i fenomeni che riguardano lo Stato e i movimenti della popolazione. Come viene fatto? Analizzando una pluralità di indici, quali: densità mondiale, tasso di natalità e mortalità, speranza di vita, tasso di fecondità e transizione demografica.

Mi occupo di finanza e quindi mi interessa capire quale opportunità offra agli attuali investitori lo studio di questi fenomeni, cosa fare e come far comprendere agli investitori certi concetti.

Si vive di più, quindi serviranno più soldi
Una considerazione banale? Assolutamente no.
Entriamo più nei dettagli per capire il contesto nel quale stiamo vivendo e che ripercussioni possono avere le scelte fatte guardando lo specchietto retrovisore, senza la consapevolezza che il campo da gioco sia cambiato.

Le aspettative di vita media a livello globale sono aumentate di 4,6 mesi all’anno a partire dal 1950, passando dai 45,4 a 68 anni e 2 mesi di oggi.
Entro il 2050 si prevede che la popolazione mondiale aumenterà del 30%, superando i 9 miliardi di abitanti (attualmente siamo oltre 7 miliardi).
Si aumenterà un po’ ovunque, tranne in Europa, Russia e Giappone e questo deve rappresentare per noi italiani un grande campanello di allarme. Si stima che in Italia nel 2050 ci saranno 1,2 milioni di ultra novantacinquenni. [Fonti: http://www.ons.gov.uk e populationpyramid.net]

Dove sarà maggiore la crescita?
È nel mondo emergente che si stanno verificando i maggiori incrementi, rendendo queste aree sempre più popolate. Basti vedere le tabelle demografiche a piramide, con base ampia e costituita da giovani e vertice ridotto. Che benefici porterà l’aumento di popolazione?
Innanzitutto la capacità di sostenere sia il sistema pensionistico che quello sanitario, grazie a quello che viene definito “dividendo demografico”, ovvero una netta prevalenza di soggetti che consumano, risparmiano e investono, rispetto a coloro che vengono, per così dire, “mantenuti”.

In che modo queste dinamiche influiscono nelle scelte di investimento?
Se le aspettative di vita aumentano, appare obbligatoria una modifica di comportamento nell’allocazione dei risparmi dei futuri investitori. Ricordo inoltre che l’attuale contesto di tassi di interesse nel mondo obbligazionario particolarmente bassi (in molti casi parliamo addirittura di interessi negativi) richiede già scelte diverse rispetto ad alcuni anni fa.
Diversificando e allungando l’orizzonte temporale si potrà convivere con una maggiore volatilità che permetterà di attenuare le correzioni che puntualmente arrivano sui mercati finanziari e colmare di conseguenza quel gap con le future pensioni che verranno percepite.

La prima regola da seguire è allungare l’orizzonte temporale dei propri investimenti e inserire in portafoglio attività finanziarie più performanti, tollerando delle oscillazioni sul breve/medio periodo.
La seconda regola consiste nell’ attuare una strategia cosiddetta “life cycle”, ovvero diminuzione delle attività più volatili con l’avvicinarsi del momento del bisogno correttamente pianificato, inteso magari come la necessità di avere flussi cedolari dal proprio capitale.

C’è un vecchio adagio americano che dice che puoi investire in azioni la differenza tra la tua età e 100. Per i più pigri: se hai 50 anni, il 50% del tuo portafoglio può essere investito sui mercati azionari. Considerate che attualmente, soprattutto in Italia, si fatica a trovare portafogli con quote azionarie superiore al 20%. Restando al contesto italiano, notiamo come stia diventando sempre più problematica la situazione immobiliare che continuerà a risentire della progressiva diminuzione della popolazione e del suo invecchiamento e se a questo aggiungiamo che la percentuale di Pil assorbito da pensioni e sanità raddoppierà nei prossimi anni è evidente la necessità di cambiare le vecchie abitudini e soprattutto di farlo in fretta.

Oggi ho fotografato e analizzato lo scenario dei prossimi anni, successivamente mi occuperò di quali saranno i settori di investimento che più di altri beneficeranno dell’aumento della longevità e dell’aumento della popolazione mondiale.

Alessandro Gambelli
Professional Financial Advisor
http://www.pictetperte.it/mondo-pictet/2016/04/19/demografia-e-investimenti-pi-rischi-o-opportunit/

Investire nell’era dei prefissi telefonici

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Leggendo il titolo molti si domanderanno se Alessandro è impazzito o ha cambiato lavoro .
Nulla di tutto questo ,tranquilli sono ancora il vostro consulente preferito .
Veniamo a spiegare cosa vuol dire investire nell’era dei prefissi telefonici .Sappiamo tutti che le numerazioni telefoniche iniziano con lo zero e così oggi anche migliaia di titoli obbligazionari hanno rendimenti inferiori al punto percentuale ,quindi zero virgola .
In molti casi i rendimenti sono addirittura negativi .Si avete letto bene chi investe del denaro alla scadenza prefissata riceverà contrattualmente meno di quanto consegnato .
Le ultime aste di Ctz e Bot a sei mesi hanno fatto si che anche il nostro Paese entrasse nell’elenco dei cosiddetti virtuosi ,o meglio presunti tali. Quindi il risparmiatore paga lo Stato per investire nel suo debito .
Secondo una stima di BofA Meellill Lynch il controvalore di asset a rendimento negativo è di duemila e seicento miliardi di euro .

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La Germania emette titoli di stato a tassi sotto lo zero fino ai 7 anni ,la Svizzera ha il record, un titolo a 10 anni rende ,allo Stato ,lo 0,29 % che tradotto per i meno avvezzi alla finanza significa che 100.000,00 franchi svizzeri investiti in titoli elvetici daranno dopo 10 anni 97.100,00 con una perdita secca di 2.900,00 franchi alla quale dovremmo aggiungere la diminuzione del potere d’acquisto generato dall’inflazione, insomma un vero e proprio salasso .
Tale contesto colpisce, come si vede nell’immagine successiva ,anche il risparmio postale, ancora molto diffuso in Italia

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Molti investitori non sono consapevoli di tale scenario e ancora frastornati inseguono remunerazioni non più esistenti.
Perché sta accadendo tutto questo ?
Due lettere ci aiutano a spiegarne i motivi : Q.E (quantitative easing),allentamento quantitativo con il quale si designa una delle modalità con cui avviene la creazione di moneta da parte di una banca centrale e la sua iniezione nel sistema finanziario ed economico detto pure denaro facile ,che ormai tutte le principali banche mondiali hanno messo in atto a partire dal 2009 .La Fed (Banca centrale americana) è stata l’apripista e molto probabilmente sarà anche quella che chiuderà per prima questo esperimento nato per far uscire le economie dalla grande crisi dei mutui subprime scoppiata nel 2008 .
Le immissioni di liquidità con le quali le banche centrali acquistano titoli di stato e non solo hanno avuto il merito di mantenere bassi il più possibile i tassi di interesse per rendere il denaro meno caro e agevolare il più possibile l’utilizzo del credito .
Se pensiamo che in appena tre anni in Italia i rendimenti dei Btp a 10 sono passati da oltre il 6% a poco più del 1% ci rendiamo conto di quanto sia stato il risparmio sugli interessi per le finanze italiane, un po’ meno per i risparmiatori .

Ricordiamoci inoltre che un eventuale rialzo dei tassi di interesse provocherebbe un disastro ancora più grande

Ma allora che possibilità di investimento hanno i miei clienti attuali e futuri ?.Devono accontentarsi dei “prefissi telefonici”?

imageAssolutamente no !!!.Le soluzioni fortunatamente ci sono ,non sono facili ma come detto nel mio precedente articolo del 20 ottobre solo la calma e il rispetto di alcune regole permetterà di ottenere delle remunerazioni soddisfacenti e in linea con gli obiettivi prefissati .

Ricordatevi che quando si investe bisogna essere pazienti: non si produce un bambino in un mese mettendo incinta nove donne (cit. Warren Buffett).

Bail-In

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Si sente spesso parlare di Bail-In,
letteralmente salvataggio delle banche dall’interno.

Entrerà in vigore dal primo gennaio 2016.
Ma di cosa si tratta?
Ce lo spiega in modo chiaro il dott.Francesco Bellocchi.
Consapevoli che prevenire è meglio di curare vi consigliamo l’ascolto e vi invitiamo ad agire di conseguenza.

In difesa dei flessibili: l’orizzonte temporale è la chiave

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Premesso che ogni fondo inserito in un portafoglio, a mio avviso, non deve pesare per più del 10% del totale, continuo a comprare e a mantenere il Carmignac Patrimoine, qualora le esigenze del cliente lo richiedano, all’interno dei portafogli da me proposti.

Recentemente ci sono state critiche esagerate sull’operato del fondo, critiche che provengono da colleghi che a mio avviso comprano alcuni fondi di “moda” quando vanno bene e li vendono quando vanno male e sempre ex-post.

Il lavoro del consulente è diverso da quello del gestore, e soprattutto un consulente non ha né le capacità tecniche né gli strumenti per valutare sul breve periodo le scelte di un team di gestione, e tantomeno possiamo permetterci di giudicare un fondo che ha una storia di successo di oltre 25 anni.

Chiaramente, la mia osservazione vale sia per il Patrimoine che per altri fondi che ogni tanto, soprattutto sul breve, deludono le aspettative dei consulenti più che dei clienti.

Ricordo inoltre che quando un fondo è veramente flessibile, e quindi non a benchmark, è possibile che alcune scelte siano momentaneamente sbagliate e non condivisibili.

Ho avuto modo più volte nell’ultimo periodo di confrontarmi con alcuni responsabili della società francese e chiaramente hanno ammesso le loro colpe, dicendo di aver sottovalutato l’impatto della crisi cinese sui mercati mondiali.

Non avendo, al momento, una visione particolarmente confortevole sulle proseguo dei mercati finanziari, preferiscono rimanere cauti per la salvaguardia del patrimonio dei loro clienti.

Le strategie che possono utilizzare e i risultati conseguiti in anni particolarmente difficili – vedi 2008 e 2011 – ne fanno un fondo da tenere sempre in portafoglio.

Come dice un proverbio cinese, “Con il tempo e la pazienza il gelso si tramuta in seta”.

L’importanza dell’orizzonte temporale

nuoviinvestimenti-cosafunzionaoggiDa oltre vent’anni svolgo la professione di promotore finanziario e, grazie all’esperienza sono sempre più convinto che, nella mia attività, una delle regole migliori da consigliare al risparmiatore sia quella di rispettare l’orizzonte temporale.
Nel presente articolo, cercheremo di capire perché l’orizzonte temporale sia di notevole importanza. Continua a leggere